Come potenziare le persone nell’era dell’intelligenza artificiale
In un mondo in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il modo di lavorare, la vera sfida per le aziende non è solo adottare tecnologie innovative, ma mettere le persone nella condizione di usarle al meglio. È questo il cuore del concetto di “superagency”, descritto da McKinsey & Company in un approfondimento pubblicato a marzo 2024.
L'articolo, intitolato “Superagency in the workplace: Empowering people to unlock AI’s full potential at work”, spiega come il vero vantaggio competitivo derivi non solo dall’IA stessa, ma dalla capacità di potenziare le persone grazie all’IA.
Cos'è la superagency secondo McKinsey?
Il termine “superagency” descrive la condizione in cui una persona, supportata da strumenti basati sull’intelligenza artificiale, riesce a prendere decisioni migliori, più rapide e più informate, superando i limiti umani grazie all’accesso facilitato a dati, previsioni e raccomandazioni.
In pratica, l’IA diventa un “potenziatore di capacità”, non un sostituto. Questo approccio può rivoluzionare il lavoro in molti settori, incluso il marketing digitale, dove l’IA viene già usata per analizzare comportamenti dei clienti, automatizzare campagne e generare contenuti personalizzati.
Perché serve un cambio di mentalità
Secondo McKinsey, il rischio è che le aziende adottino l’IA solo come uno strumento per tagliare i costi o velocizzare i processi, senza investire nella formazione e nel mindset delle persone. Ma così facendo, si perde la parte più preziosa: la possibilità di usare l’IA per migliorare la qualità del lavoro umano, non solo la quantità.
Per esempio, un team marketing che usa un sistema AI per segmentare il pubblico non si limita a risparmiare tempo: può scoprire nuovi cluster di clienti, individuare trend nascosti e prendere decisioni strategiche più efficaci.
Tre leve per sbloccare il potenziale dell’IA nel lavoro
McKinsey individua tre aree chiave su cui lavorare:
- Strumenti e accessibilità – Le aziende devono fornire strumenti intuitivi e potenti, accessibili anche ai non tecnici.
- Formazione continua – Serve un investimento reale in formazione, coaching e cultura dell’innovazione digitale.
- Responsabilizzazione delle persone – I lavoratori devono essere incoraggiati a sperimentare, proporre soluzioni e usare l’IA come leva per la crescita.
IA e marketing: più strategia, meno operatività
Nel mondo del web marketing, l’approccio “superagency” si traduce in un passaggio dal fare al decidere. L’operatività viene in gran parte automatizzata (email marketing, analisi, reportistica), mentre le persone possono concentrarsi sulla strategia, sulla creatività e sulla relazione col cliente.
In sintesi, chi saprà abbracciare l’IA non come un sostituto del lavoro umano, ma come un alleato intelligente, sarà in grado di cogliere le vere opportunità dell’innovazione.
Fonte: McKinsey & Company – “Superagency in the Workplace”